SENGIO ROSSO di Piero Piazzola

20/07/2009

l Sengio Rosso è il romanzo postumo di Piero. La sua eredità umana e spirituale. L’ultimo saluto alla sua famiglia, agli amici e a noi del Curatorium Cimbricum che l’abbiamo avuto come Presidente, come direttore della rivista Cimbri-Tzimbar e come carissimo amico.
Già da tempo e precisamente subito dopo il suo repentino addio avevo espresso alla famiglia il dovere di contribuire alla stampa di questa sua ultima fatica. Non avevo letto il testo del racconto della sua vita, delle sue riflessioni non sapevo niente. Ma sulla parola avevo deciso per il sì. Poi pochi giorni fa, ho avuto la possibilità di rendermi conto di questo contributo che Piero ci ha lasciato. Ho divorato letteralmente il volume nelle bozze che mi sono state consegnate dopo il pregevole lavoro di Aldo Ridolfi che ne ha curato l’edizione insieme alle figlie di Piero. Stavolta, ancora una volta mi ero fidato, ma la realtà del racconto di una vita intera, mi ha affascinato e alla fine la lettura ha provocato in me un’intensa emozione, fino alle lacrime.
Piero in questo libro racconta la vita, le vicende storiche che l’hanno coinvolto durante la guerra, dalla nascita in quello sperduto paese di Campofontana, senza aver conosciuto il padre che è deceduto quando ancora aveva poco più di un anno. La storia della sua osteria, l’osteria del Baraca, del suo soprannome ”Schètera”, del nonno maestro proveniente da Centro di Tregnago ed emigrato lassù nel paese più elevato della montagna veronese.
E poi l’infanzia, i sacramenti ricevuti, con il racconto ilare della sua cresima con il vestito vecchio del giorno feriale perché l’altro quello da marinaretto era finito inzuppato nel liquido della concimaia, la scuola fino alla quarta con la maestra Dina e sferzate con bispìa della mamma  che lo accompagnava a casa quando si attardava con gli altri compagni a giocare ad allegre partite di sassaiole. E poi il collegio a Verona dai salesiani fino al diploma di liceo classico. Il ritorno a Campofontana, dopo un breve inizio di studi universitari a Genova ad insegnare, a scuola come il nonno. La scuola di Piero con le sue esperienze di lavoro e di integrazione con l’ambiente come momento unico di riscatto sociale e culturale dei bambini. Ma questo dopo la guerra, la guerra mondiale che ha coinvolto lui e la sua terra nei momenti più drammatici del periodo della lotta partigiana e della sua conclusione. Nel raccontare la sua guerra e i suoi racconti di busi, e di repubblichini abbiamo un racconto illuminante su quella che è stata la dittatura ed i suoi condizionamenti, le incertezze e le bassezze di alcuni partigiani come il Marozin ed anche gli esempi di forza e di coraggio di alcuni. Il racconto diventa una riflessione, filtrata certamente dalla distanza degli anni, ma anche un monito, un incitamento a capire gli uomini, i loro comportamenti spesso dettati dai momenti, dalle situazioni, dalla paura.
Piero, lo chiamo ancora così, non giudica,cerca invece di interpretare ogni fatto alla luce della sua vita e assolve tante ingiustizie con il velo della pietas e della valutazione che in fondo tante cose e tanti fatti poi nelle varie esperienze poi è il tempo che li giudica.
Infine  il trasferimento a Vago e poi a San Martino con le varie esperienze politico-amministrative in Comune di Lavagno e con la scuola a Madonna di Campagna.
Oltre all’impegno politico Piero ha dato tanto del suo tempo al volontariato come segretario delle Pro Loco e come fondatore del Curatorium Cimbricum Veronense dapprima come raccoglitore di storie, di racconti della sua terra, poi come studioso di tradizioni Cimbre e di cultura e vicende della montagna veronese.
Del Curatorium Cimbricum lui era l’anima pensante, sempre attento a cogliere le novità, ma anche sempre curioso delle nostre vicende storiche, della vita delle Parrocchie sui nostri monti, di storie di filò e di Processioni…
Piero era un uomo molto pratico, uno che ti tampinava per un articolo, telefonandoti al mattino quando sapeva che ti avrebbe trovato, che prevedeva anzitempo ogni uscita di un libro e che ipotizzava con largo anticipo ogni realizzazione fosse una festa dei Cimbri, un incontro culturale, un avvenimento. Preciso e puntuale fino allo scrupolo, ma sempre con quell’ironia e quella capacità di comprensione che  mi incuteva timore ma che ogni volta mi lasciava esterefatto per la sua delicatezza quando ti mandava quel suo inconfondibile bigliettino di ringraziamento che ti faceva tanto bene e che ti dava un nuovo coraggio di andare avanti.
Piero, dunque. Il nostro grande Piero. Ecco perché vogliamo che tutti i soci lo conoscano di più e possano capire attraverso le sue parole tanti elementi nascosti di un mondo che sta scomparendo, ma che sono vivi nella memoria di molti che l’hanno conosciuto.
Insieme a tantissime caratteristiche peculiari della Lessinia e dei Cimbri che non si imparano più dai nonni ma che sono ormai in  disuso soppiantati dal verbo televisivo e dai mass-media così spesso fuorvianti e cinici. Ogni fatto raccontato da Piero in questo Sengio Rosso diventa un percorso educativo e ci dà la misura della sua grande personalità, ma anche arricchisce la nostra terra di valore e ne illumina il percorso secolare fatto di storie, di miserie, ma anche di tanta dignità.
Un grazie sincero a Rosa, ad Adriana Piazzola ed ai suoi famigliari per la disponibilità ed amicizia che ancora una volta ci hanno espresso ed un ringraziamento sincero e sentito ad Aldo Ridolfi che insieme ai famigliari di Piero ha curato l’edizione di questo libro che onora il Curatorium Cimbricum.

Vito Massalongo

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17 SINDACI E UN PRESIDENTE DI CIRCONDARIO BAVARESI A GIAZZA E IN LESSINIA

Sono appena partiti i nostri amici bavaresi, capitanati da Georg Rauchemberger,che per tre giorni hanno visitato la Lessinia Cimbra. Sono arrivati venerdì. Hanno visitato Bosco Chiesanuova e hanno fatto un'escursione a san Giorgio tra gli alpeggi. Ieri una capatina nel regno del Soave e ieri sera sono stati ospiti del Comune di Selva e Badia Calavena. Insieme ai rappresentanti delle varie associazioni del territprio, si è consumata ieri sera nel salone di Sant'Andrea una cordiale cena. Oggi una visita al nostro centro di Cultura e via verso la terra dei Trombini, a San Bortolo e infine un'ultimo assaggio dei gioielli della Lessinia, Bolca. In serata il ritorno tra le Alpi bavaresi.  

13/05/2012

PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI AULO CRISMA E DEL DVD DEL MAIBAUM DI BENEDIKTBEUERN A SAN MAURO DI SALINE IL 31 MAGGIO ALLE 20:30 NELLA SALA CIVICA

GIOVEDI' 31 MAGGIO ALLE 20.30 NELLA SALA CIVICA DI SAN MAURO DI SALINE  SERATA DI PRESNTAZIONE DEL VOLUME "PARENZO" DI AULO CRISMA E DEL DVD DI ELIO ZAMPIVA GIRATO A BENEDIKTBEUERN IL 1° MAGGIO PER L'INNALZAMENTO DELL'ALBERO DI MAGGIO A CURA DEI GIOVANI DELLA COMUNITA' BAVARESE.

13/05/2012

AUDIZIONE IN PROVINCIA DI VERONA

 Oggi insieme a Carlo Caporal sono stato ricevuto come auditore in 6a commissione cultura della Provincia di Verona. Dopo che la Regione Veneto ha tolto tutti i fondi ai Cimbri e ai ladini, viste anche le nostre proteste per questo schiaffo alla montagna e alla sua cultura, abbiamo avuto la possibilità di esporre i nostri progetti di salvaguardia della terra cimbra con le nostre attività e pubblicazioni.

Tutti i consiglieri si sono dichiarati solidali per la nostra causa. Nessuno escluso. Intanto l'assessore Ambrosini ci ha promesso un contributo per la festa del Fuoco e l'interessamento verso la Regione con una mozione della Provincia alla Regione Veneto per ottenere dei residui in fase di assestamento di bilancio.

Ho commentato: con gnente se more, con qualcossa se vive. 

V.M.

18/04/2012

STUDENTI DELL'UNIVERSITA' DELL'ILLINOIS A GIAZZA

Un giorno a Giazza per 25 studenti dell'Università dell'Illinois. Una  scarpinata in Val Fraselle al mattino, accompagnati da Roberto Nordera, poi un tipico pranzo cimbro presso l'osteria LJETZAN da Giorgio, ( gnocchi di malga, lasagne nere del carbonaro, trota ai ferri, capriolo e tagliata, torta cimbra...e vino Valpolicella). Nel pomeriggio, vista guidata nel museo dei Cimbri e infine il rumoroso sparo dei Trombini di San Bortolo.

In Italia da circa quattro mesi per studio, sono stati accompagnati dal loro insegnante Claudio Balasso. Occhi sfavillanti tra il verde primaverile della foresta diGiazza, bagnata da una lieve pioggerellina e orecchie chiuse per attutire il boato dei nostri tradizionali archibugi.  

14/04/2012