Presentazione de "I proverbi no' i č mati"
Così Ezio Bonomi inizia la presentazione di questo volume che rappresenta una piacevole novità per il territorio della Lessinia, dei Cimbri.
E’ questo un altro tassello del quadro di ricerca etnografica e nelle tradizioni più vive indagate da Ezio i questi trent’anni.
I Proverbi sono dunque l’approdo di anni di ricerca, quasi un compendio dopo “Vita e tradizione in Lessinia”, “I Mati da Sago” e “Va a farte Benedir”.
Noi del Curatorium Cimbricum che da anni lo conosciamo, siamo abituati al racconto delle storie dei Mati da Sago, siamo sempre esilalarati dalla vèrve che mette nel dipingere i personaggi delle storie e delle facezie che questi vivono.
Sono sempre allegri, graditi e richiesti i lunghi racconti che lui al microfono espone in pullman, mentre si ritorna da un viaggio, o i racconti delle nostre più antiche e consolidate tradizioni..
Tanto che il personaggio non se ne adombra,ma con la consueta bonarietà è disposto a replicarli con quella sua innata capacità affabulatrice.
Un filò, una serata con Ezio non sono mai persi, anzi sono una ricarica umana e sociale che rende importante ogni momento con lui.
Da lui sprigionano amicizia, simpatia e voglia di vivere. Il tempo in sua compagnia è sempre breve.
Era naturale che prima o poi dovesse concentrarsi su questo aspetto della vita e della cultura della nostra comune terra.
La saggezza di un popolo viene trasfusa in un detto, dentro un’immagine stanno spesso secoli di vita, dentro un proverbio si condensa un’esperienza di lavoro, una riflessione che supera il tempo e le cose.
Un paio di anni fa, mentre percorrevamo la strada verso Durlo di Crespadoro per la nostra annuale festa dei Cimbri, ricordo che avevo citato un proverbio che mia madre citava spesso relativamente al fatto che nella vita non si deve mai drammatizzare, “No bisogna ciapar el cul par na piaga” Ezio si fermò e tirò fuori dal suo portafogli un bigliettino consunto nel quale trascrisse il detto, dicendomi che non l’aveva mai sentito.
Poi mi confidò che con questo metodo infallibile era giunto ormai ad un considerevole numero di proverbi raccolti qua e là in Lessinia e d oltre e che forse si imponeva la necessità di dare ad essi un ordine, di realizzare un progetto per un eventuale volume.
Ogni proverbio raccolto in qualsiasi modo, in casa, in osteria, in compagnia di amici e con ogni persona che incontra diventano uno spaccato di vita e di cultura tutto da indagare.
Ogni frase, ogni parola assumono un significato importante e racchiudono un nucleo di valore che diventa fattore educativo, quasi un libro parallelo di etica, di consuetudine, di valore da non dimenticare, ma anzi da trasmettere.
Questi proverbi nascondono dentro i loro significati la storia e le vicende umane di un popolo che ha percorso migliaia di chilometri per giungere ad un approdo, per conquistare un luogo dove vivere o almeno sopravvivere.
Dentro ogni frase c’è la ricchezza e la riflessione sulla vita, sono uno spaccato ed un affresco vivente di umanità, con storie e culture, con tradizioni e superstizioni che ci fanno amare questa terra, la Lessinia ancora di più. Dentro il tempo, dentro accanto agli uomini ed alle donne, dentro i fatti si racconta un’epoca, si coglie comunque un sentimento vivo di rispetto e di forza.
Una volta, anche nella mia esperienza di vita in un piccolo nucleo abitativo della Lessinia, tutto ciò che accadeva veniva filtrato soprattutto dagli anziani, ma anche dalla gente comune attraverso una particolare visuale nella quale si doveva mettere tutto alla luce dell’esperienza, della tradizione, della cultura locale.
Oggi, invece nel processo di rapidissima mutazione delle giovani generazioni, nel vortice quotidiano di messaggi che invadono lo schermo della nostra vita, siamo più attratti dal colpo di fulmine immaginativo che una pubblicità, uno spot televisivo o giornalistico o politico ci colpisce e ci conduce o all’acquisto acritico o alla modificazione del nostro stile di vita, delle nostre scelte personali e ideali.
E’ con questa considerazione che ho chiesto ad Ezio di inserire il suo trentennale lavoro di ricerca appassionata nel filone dei libri speciali del Curatorium Cimbricum, non solo per documentare un grande pezzo della nostra cultura popolare, ma anche per rendere giustizia alla mia terra della sua ricchezza ideale, del tesoro immenso che racchiude il cuore di questa gente spesso disprezzata e tenuta lontano.
Se nel Quattrocento lo scrittore lombardo Corna da Soncino dipingeva i Cimbri come zentalja, gente disusata, ombrosi, che vendon cara lor derrata…certamente capiamo il concetto e la considerazione che si aveva di questi montanari, per di più parlanti una lingua quasi incomprensibile, il Cimbro appunto.
Ricordo anche il sottile disprezzo che una insegnante di una mia collega che costretta a frequentare un collegio religioso in città, che le diceva che per venire a Verona aveva dovuto scendere dai monti e quindi uscire dal suo atavico e grezzo isolamento per entrare nella civiltà.
Questa sofferenza che la mia collega ha patito, l’ho provata anch’io quando, sceso in città, ho fatto le scuole superiori sempre con dentro, nel profondo, quel senso di inferiorità, quel sentimento di non appartenenza, di incapacità di essere alla pari.
Ora, con questo volume vorrei rendere giustizia a tutta quella gente che per vari motivi si è sentita disprezzata, ha concepito un’idea errata della sua terra, come un luogo negletto e difficile per la terra pesante da portare, per il fieno da raccogliere, per il letame da spargere..
Vorrei, attraverso i detti e la sentenze che Ezio ha faticosamente raccolto e catalogato, dare voce ai tanti che per la loro lingua fatta di vocaboli ristretti e semplici, vorrei asciugare le lacrime dei tantissimi che hanno solcato gli oceani e non hanno rivisto più la loro casa materna, vorrei che questo testo come un semplice vangelo dei poveri, diventasse un grido di gioia per la nostra cultura ritrovata e mai persa, divenisse un altro segno della nostra tenace voglia di sopravvivenza.
Ecco perché il Curatorium Cimbricum Veronense è orgoglioso di questa nuova capacità di osservazione critica che Ezio Bonomi ci ha offerto, mettendo ancora una volta la Lessinia in primo piano.
Sono convinto che la lettura di ogni detto, proverbio, ogni sentenza qui raccolte possono essere un valido strumento per comprendere l’animo nobile, il cuore amico di questa cultura, di questa gente infaticabile e capace di trarre da ogni fatto, un insegnamento positivo, un messaggio vitale che aiuta a crescere e ad essere migliori..
Vito Massalongo

Notizie

17 SINDACI E UN PRESIDENTE DI CIRCONDARIO BAVARESI A GIAZZA E IN LESSINIA
Sono appena partiti i nostri amici bavaresi, capitanati da Georg Rauchemberger,che per tre giorni hanno visitato la Lessinia Cimbra. Sono arrivati venerdì. Hanno visitato Bosco Chiesanuova e hanno fatto un'escursione a san Giorgio tra gli alpeggi. Ieri una capatina nel regno del Soave e ieri sera sono stati ospiti del Comune di Selva e Badia Calavena. Insieme ai rappresentanti delle varie associazioni del territprio, si è consumata ieri sera nel salone di Sant'Andrea una cordiale cena. Oggi una visita al nostro centro di Cultura e via verso la terra dei Trombini, a San Bortolo e infine un'ultimo assaggio dei gioielli della Lessinia, Bolca. In serata il ritorno tra le Alpi bavaresi.
PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI AULO CRISMA E DEL DVD DEL MAIBAUM DI BENEDIKTBEUERN A SAN MAURO DI SALINE IL 31 MAGGIO ALLE 20:30 NELLA SALA CIVICA
GIOVEDI' 31 MAGGIO ALLE 20.30 NELLA SALA CIVICA DI SAN MAURO DI SALINE SERATA DI PRESNTAZIONE DEL VOLUME "PARENZO" DI AULO CRISMA E DEL DVD DI ELIO ZAMPIVA GIRATO A BENEDIKTBEUERN IL 1° MAGGIO PER L'INNALZAMENTO DELL'ALBERO DI MAGGIO A CURA DEI GIOVANI DELLA COMUNITA' BAVARESE.
AUDIZIONE IN PROVINCIA DI VERONA
Oggi insieme a Carlo Caporal sono stato ricevuto come auditore in 6a commissione cultura della Provincia di Verona. Dopo che la Regione Veneto ha tolto tutti i fondi ai Cimbri e ai ladini, viste anche le nostre proteste per questo schiaffo alla montagna e alla sua cultura, abbiamo avuto la possibilità di esporre i nostri progetti di salvaguardia della terra cimbra con le nostre attività e pubblicazioni.
Tutti i consiglieri si sono dichiarati solidali per la nostra causa. Nessuno escluso. Intanto l'assessore Ambrosini ci ha promesso un contributo per la festa del Fuoco e l'interessamento verso la Regione con una mozione della Provincia alla Regione Veneto per ottenere dei residui in fase di assestamento di bilancio.
Ho commentato: con gnente se more, con qualcossa se vive.
V.M.
STUDENTI DELL'UNIVERSITA' DELL'ILLINOIS A GIAZZA
Un giorno a Giazza per 25 studenti dell'Università dell'Illinois. Una scarpinata in Val Fraselle al mattino, accompagnati da Roberto Nordera, poi un tipico pranzo cimbro presso l'osteria LJETZAN da Giorgio, ( gnocchi di malga, lasagne nere del carbonaro, trota ai ferri, capriolo e tagliata, torta cimbra...e vino Valpolicella). Nel pomeriggio, vista guidata nel museo dei Cimbri e infine il rumoroso sparo dei Trombini di San Bortolo.
In Italia da circa quattro mesi per studio, sono stati accompagnati dal loro insegnante Claudio Balasso. Occhi sfavillanti tra il verde primaverile della foresta diGiazza, bagnata da una lieve pioggerellina e orecchie chiuse per attutire il boato dei nostri tradizionali archibugi.
