ancora su "I proverbi no' i č mati"

20/07/2009

E’ con grande piacere che vorrei introdurre questo libro dell’amico e collaboratore Ezio Bonomi.
Questa ricerca che viene presentata oggi qui a Verona in Biblioteca civica è l’ennesimo tassello di una appassionata analisi dei detti, delle sentenze dei fatti di vita vissuta che il nostro territorio cimbro e Lessinico ha saputo nei secoli elaborare e rendere elemento di esperienza e fattore di cultura.
Partendo dalla prima ricerca sulla Vita e tradizione in Lessinia, proseguendo attraverso le ilari vicende dei Mati da Sago, fino a Va a farte benedir!, Ezio Bonomi ripercorre sulle strade della Lessinia un viaggio alla ricerca dell’umanità, delle esperienze di vita di un territorio non sempre apprezzato, talvolta dischiuso alle vicende storiche del mondo moderno o abbandonato al suo destino di isolamento.
Un territorio che sempre riserva forti emozioni inattese ed intense sorprese, non solo sul versante ambientale, ma soprattutto se riusciamo ad indagarne lo spirito che si è modellato alla fame, talvolta piegato al potente di turno ma sempre rinato sotto la cenere della propria arguzia e della interiorizzazione delle varie vicende.
Il montanaro non è così sempliciotto e  inesperto come taluni hanno dipinto, tanto è vero che se riteniamo vera l’ipotesi di Attilio Benetti che Bertoldo fosse un Lessinico, vissuto ai Bertoldi di Rovere, motivo per discutere ne abbiamo. E lì nelle sue peripezie davanti al potere possiamo trarre utili indicazioni per non lasciarci abbindolare da facili descrizioni di un montanaro docile, assuefatto, chino e prono ai voleri del tiranno.
Tutt’altro: egli è un uomo tutto d’un pezzo che lavora il re Alboino con arguta sapiente maestria fino a farsi beffe del sovrano.
Ma anche se non fosse così, in quest’opera di Ezio la gente della Lessinia ne esce comunque vincente, piena di una sapiente capacità di indagine sui fatti e le vicende della  vita tanto da trarre da ogni esperienza motivo di riflessione e norma di vita.
Proverbi, quindi come bagaglio immenso di conoscenze, di detti, di sentenze che non ammettono replica tanto sono vivi, forti, essenziali e con un carattere di assioma che non ammette repliche.
Eì con questa soddisfazione che traspare evidente che noi amici del Curatorium Cimbricum diamo il benvenuto a quest’opera che condensa nei detti popolari tutto un percorso secolare, quasi come un rosario che si compie.
Non la vediamo quest’opera come un lavoro che rivolge lo sguardo al passato come se non sapessimo che il mondo è definitivamente cambiato, come se non avvertissimo che la realtà odierna è profondamente mutata. Non è questa la nostra ottica: è invece un recupero di un mondo che sta ormai scomparendo, è un’introspezione dell’animo della gente della Lessinia, è come l’emersione del tesoro nascosto nelle pieghe dell’animo della gente della Lessinia, che si è adattata all’ambiente, ma che ha saputo sfruttarne le risorse in modo intelligente e creativo, anche se forse non è mai apparsa come un popolo agli onori della cronaca ma sempre più spesso defilata.
Il filtro che ogni proverbio pone sulle esperienze umane diventa un elemento di valutazione, di riflessione, di crescita.
Attraverso i proverbi si riassumono secoli di vita, esperienze e analisi fatte sul mondo, sulle cose, sul tempo, sul lavoro.
I Proverbi divengono perciò affreschi nitidi di storia, sguardi spesso indiscreti sulle consuetudini e sulle superstizioni, ma anche panorami limpidi di saggezza.
Ognuno di essi lascia dentro il nostro riflettere un insegnamento, e sono un motivo per pensare.
Pensare: verbo forse un po’ in disuso di questi tempi così veloci e frastornati.
Proverbi che ci ripagano di secoli di oblìo, che rimettono in primo piano un’idea errata della nostra terra cimbra vista come luogo negletto e difficile, come fosse terra pesante da portare o come fosse letame da spargere.
Vorrei come ho scritto nella prefazione dare voce ai tanti che non hanno avuto voce anche a causa di una lingua fatta di vocaboli ristretti, essenziali e semplici, vorrei poter contribuire  a far ritornare il senso di appartenenza e dignità ad un popolo che spesso nei secoli si è sentito abbandonato.


Vorrei che questo libro diventasse un manuale, come un vangelo dei poveri diventasse un grido di gioia per la nostra cultura ritrovata e mai persa, divenisse un altro segno della nostra tenace voglia di sopravvivenza.
 

Vito  Massalongo

 

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23 giugno: FESTA DEL FUOCO

Si rinnova ogni anno a Giazza la FESTA DEL FUOCO. APPUNTAMENTO IN PIAZZA DI GIAZZA PER LE ORE 21.00.dalle ore 19.30 da Selva partirà un bus navetta per raggiungere il paese di Giazza. La festa, come sempre culminerà con l'accensione dei tredici falò che simbolizzano gli antichi XIII comuni cimbri della Lessinia. Un appuntamento da non perdere assolutamente!!!

Per info: 340 1926309

03/06/2017

Terragnolo cimbra

Sabato e domenica scorsi siamo stati a Terragnolo, in terra trentina. L'occasione è stata importante per l ricostruzione della storia cimbra del paese. Un importante convegno ha messo a fuoco la storia, la culltura, la lingua cimbra di questo paese, i suoi "roncadori" gli svegratori della valle di Terragnolo.

Erano presenti oltre a noi cimbri dei XIII comuni anche i fratelli dei VII comuni vicentini e di Luserna. L'incontro culturale è stato presieduto dal prof. Annibale Salsa.

Domenica scorsa, la S.Messa è stata animata da due corali e dalla presenza in costume dei cimbri di Terragnolo, della valle del Leno e dei trombini di San Bortolo delle montagne.

Che dire? Proprio una bella occasione per rinverdire la conoscenza e l'identità del Comune di Terragnolo. Un grazie sincero al Sindaco Lorenzo Galletti e a Maurizio Stedile per la calorosa accoglienza.  

03/06/2017

La scomparsa di Franco Gandini

Un malore mentre camminava sul Carega, ha stroncato la vita del geologo Franco Gandini. E' successo ieri verso mezzogiorno. L'elicottero di Verona Emergenza subito chiamato non ha potuto che constatare il decesso. Gandini era stato insegnante di matematica per tanti anni alle medie di Roveré ma era conosciuto maggiormente per le sue ricerche di geologo. Le sue teorie spesso osteggiate, alla fine avevano prevalso e i suoi studi ed affermazioni sono stati un grande omaggio alla Lessinia, alla sua amata Terra. Il Curatorium Cimbricum lo ricorda con tanto affetto.

03/06/2017

ASSEMBLEA DELLE ISOLE LINGUISTICHE GERMANICHE A PALU' DEL FERSINAA

Da venerdì 26 a domenica 28 maggio 2017 in valle dei Mocheni a Palù del Fersina si svolgerà l'annuale assemblea del comitato delle Isole linguistiche germaniche storiche delle Alpi.

Oltre ad approvare il bilancio di un anno trascorso, il convegno è un'occasione ghiotta per affrontare le problematiche delle lingue meno diffuse (ma non meno importanti) E PROGETTARE STRATEGIE COMUNI DI SOPRAVVIVENZA delle comunità alpine, con richieste, attività e proposte. Sono stati invitati gli assessori regionali delle regioni alpine per un  confronto sulla legge 482.

Vm 

21/05/2017