ancora su "I proverbi no' i č mati"
E’ con grande piacere che vorrei introdurre questo libro dell’amico e collaboratore Ezio Bonomi.
Questa ricerca che viene presentata oggi qui a Verona in Biblioteca civica è l’ennesimo tassello di una appassionata analisi dei detti, delle sentenze dei fatti di vita vissuta che il nostro territorio cimbro e Lessinico ha saputo nei secoli elaborare e rendere elemento di esperienza e fattore di cultura.
Partendo dalla prima ricerca sulla Vita e tradizione in Lessinia, proseguendo attraverso le ilari vicende dei Mati da Sago, fino a Va a farte benedir!, Ezio Bonomi ripercorre sulle strade della Lessinia un viaggio alla ricerca dell’umanità, delle esperienze di vita di un territorio non sempre apprezzato, talvolta dischiuso alle vicende storiche del mondo moderno o abbandonato al suo destino di isolamento.
Un territorio che sempre riserva forti emozioni inattese ed intense sorprese, non solo sul versante ambientale, ma soprattutto se riusciamo ad indagarne lo spirito che si è modellato alla fame, talvolta piegato al potente di turno ma sempre rinato sotto la cenere della propria arguzia e della interiorizzazione delle varie vicende.
Il montanaro non è così sempliciotto e inesperto come taluni hanno dipinto, tanto è vero che se riteniamo vera l’ipotesi di Attilio Benetti che Bertoldo fosse un Lessinico, vissuto ai Bertoldi di Rovere, motivo per discutere ne abbiamo. E lì nelle sue peripezie davanti al potere possiamo trarre utili indicazioni per non lasciarci abbindolare da facili descrizioni di un montanaro docile, assuefatto, chino e prono ai voleri del tiranno.
Tutt’altro: egli è un uomo tutto d’un pezzo che lavora il re Alboino con arguta sapiente maestria fino a farsi beffe del sovrano.
Ma anche se non fosse così, in quest’opera di Ezio la gente della Lessinia ne esce comunque vincente, piena di una sapiente capacità di indagine sui fatti e le vicende della vita tanto da trarre da ogni esperienza motivo di riflessione e norma di vita.
Proverbi, quindi come bagaglio immenso di conoscenze, di detti, di sentenze che non ammettono replica tanto sono vivi, forti, essenziali e con un carattere di assioma che non ammette repliche.
Eì con questa soddisfazione che traspare evidente che noi amici del Curatorium Cimbricum diamo il benvenuto a quest’opera che condensa nei detti popolari tutto un percorso secolare, quasi come un rosario che si compie.
Non la vediamo quest’opera come un lavoro che rivolge lo sguardo al passato come se non sapessimo che il mondo è definitivamente cambiato, come se non avvertissimo che la realtà odierna è profondamente mutata. Non è questa la nostra ottica: è invece un recupero di un mondo che sta ormai scomparendo, è un’introspezione dell’animo della gente della Lessinia, è come l’emersione del tesoro nascosto nelle pieghe dell’animo della gente della Lessinia, che si è adattata all’ambiente, ma che ha saputo sfruttarne le risorse in modo intelligente e creativo, anche se forse non è mai apparsa come un popolo agli onori della cronaca ma sempre più spesso defilata.
Il filtro che ogni proverbio pone sulle esperienze umane diventa un elemento di valutazione, di riflessione, di crescita.
Attraverso i proverbi si riassumono secoli di vita, esperienze e analisi fatte sul mondo, sulle cose, sul tempo, sul lavoro.
I Proverbi divengono perciò affreschi nitidi di storia, sguardi spesso indiscreti sulle consuetudini e sulle superstizioni, ma anche panorami limpidi di saggezza.
Ognuno di essi lascia dentro il nostro riflettere un insegnamento, e sono un motivo per pensare.
Pensare: verbo forse un po’ in disuso di questi tempi così veloci e frastornati.
Proverbi che ci ripagano di secoli di oblìo, che rimettono in primo piano un’idea errata della nostra terra cimbra vista come luogo negletto e difficile, come fosse terra pesante da portare o come fosse letame da spargere.
Vorrei come ho scritto nella prefazione dare voce ai tanti che non hanno avuto voce anche a causa di una lingua fatta di vocaboli ristretti, essenziali e semplici, vorrei poter contribuire a far ritornare il senso di appartenenza e dignità ad un popolo che spesso nei secoli si è sentito abbandonato.
Vorrei che questo libro diventasse un manuale, come un vangelo dei poveri diventasse un grido di gioia per la nostra cultura ritrovata e mai persa, divenisse un altro segno della nostra tenace voglia di sopravvivenza.
Vito Massalongo
Notizie

17 SINDACI E UN PRESIDENTE DI CIRCONDARIO BAVARESI A GIAZZA E IN LESSINIA
Sono appena partiti i nostri amici bavaresi, capitanati da Georg Rauchemberger,che per tre giorni hanno visitato la Lessinia Cimbra. Sono arrivati venerdì. Hanno visitato Bosco Chiesanuova e hanno fatto un'escursione a san Giorgio tra gli alpeggi. Ieri una capatina nel regno del Soave e ieri sera sono stati ospiti del Comune di Selva e Badia Calavena. Insieme ai rappresentanti delle varie associazioni del territprio, si è consumata ieri sera nel salone di Sant'Andrea una cordiale cena. Oggi una visita al nostro centro di Cultura e via verso la terra dei Trombini, a San Bortolo e infine un'ultimo assaggio dei gioielli della Lessinia, Bolca. In serata il ritorno tra le Alpi bavaresi.
PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI AULO CRISMA E DEL DVD DEL MAIBAUM DI BENEDIKTBEUERN A SAN MAURO DI SALINE IL 31 MAGGIO ALLE 20:30 NELLA SALA CIVICA
GIOVEDI' 31 MAGGIO ALLE 20.30 NELLA SALA CIVICA DI SAN MAURO DI SALINE SERATA DI PRESNTAZIONE DEL VOLUME "PARENZO" DI AULO CRISMA E DEL DVD DI ELIO ZAMPIVA GIRATO A BENEDIKTBEUERN IL 1° MAGGIO PER L'INNALZAMENTO DELL'ALBERO DI MAGGIO A CURA DEI GIOVANI DELLA COMUNITA' BAVARESE.
AUDIZIONE IN PROVINCIA DI VERONA
Oggi insieme a Carlo Caporal sono stato ricevuto come auditore in 6a commissione cultura della Provincia di Verona. Dopo che la Regione Veneto ha tolto tutti i fondi ai Cimbri e ai ladini, viste anche le nostre proteste per questo schiaffo alla montagna e alla sua cultura, abbiamo avuto la possibilità di esporre i nostri progetti di salvaguardia della terra cimbra con le nostre attività e pubblicazioni.
Tutti i consiglieri si sono dichiarati solidali per la nostra causa. Nessuno escluso. Intanto l'assessore Ambrosini ci ha promesso un contributo per la festa del Fuoco e l'interessamento verso la Regione con una mozione della Provincia alla Regione Veneto per ottenere dei residui in fase di assestamento di bilancio.
Ho commentato: con gnente se more, con qualcossa se vive.
V.M.
STUDENTI DELL'UNIVERSITA' DELL'ILLINOIS A GIAZZA
Un giorno a Giazza per 25 studenti dell'Università dell'Illinois. Una scarpinata in Val Fraselle al mattino, accompagnati da Roberto Nordera, poi un tipico pranzo cimbro presso l'osteria LJETZAN da Giorgio, ( gnocchi di malga, lasagne nere del carbonaro, trota ai ferri, capriolo e tagliata, torta cimbra...e vino Valpolicella). Nel pomeriggio, vista guidata nel museo dei Cimbri e infine il rumoroso sparo dei Trombini di San Bortolo.
In Italia da circa quattro mesi per studio, sono stati accompagnati dal loro insegnante Claudio Balasso. Occhi sfavillanti tra il verde primaverile della foresta diGiazza, bagnata da una lieve pioggerellina e orecchie chiuse per attutire il boato dei nostri tradizionali archibugi.
